Pausetta

Il blog si prende una pausa di circa una settimana, giorno più, giorno meno…
si torna con qualche idea nuova, anche se probabilmente sarà ancora sulla linea cinema/fotografia…
non mancate!
 
Intanto, vi lascio con una foto di una tipica bancarella di Carnevale e non… a presto!
 

 

The Versatile Blogger

Eccomi a scrivere del premio “The versatile blogger“, a cui sono stato gentilmente nominato da Anya78, a cui ricambio molto volentieri. A dir la verità una cosa simile mi era già capitata col il blog “lacopertaazzurra” e oggi è occasione per ricambiare la citazione di entrambi i blog.

Io, lo ammetto, non ho molta dimestichezza con il galateo on-line: leggo altri blog più o meno saltuariamente, ma non commento quasi mai, quindi la mia presenza virtuale penso passi piuttosto inosservata, a meno che qualcuno non commenti qui, e allora rispondo, di solito. Comunque, per oggi, ecco le regole del suddetto premio: “Dopo aver linkato il blog che mi ha assegnato il premio devo scrivere 7 cose che mi riguardano ed elencare 10-15 blog interessanti!”.

So già che già trovare una decina di blog è per me un’impresa titanica! Comunque… Pronti? Via!

  1. Non parlo molto, a meno che non si parli di fotografia e cinema (e quindi anche dire sette cose di me non è molto nel mio stile)
  2. Amo scattare fotografie, dovunque e non necessariamente per un motivo preciso
  3. Sono appassionato di Formula 1, tifoso ferrarista e deluso per l’appiedamento di Trulli
  4. Mi piace la musica, meglio se con un bel ritmo
  5. Non mi piace molto leggere, a parte i libri fotografici
  6. Devo trovare un lavoro
  7. Dovrei stampare molte più foto di quanto faccia!

Passando ai blog, mi scuseranno i relativi redattori e redattrici se non sono molto preciso nella descrizione!

  1. bg365.wordpress.com —-> il mio predecessore del progetto 365, che ora ne ha iniziato un altro: un progetto 366 come il 2012 bisestile. Passate di qui per vedere sempre foto interessanti!
  2. lacopertaazzurra.wordpress.com —-> blog concentrato sulle serie TV “Doctor Who” e “Castle“, che ha iniziato la 30 day film challenge, conclusa dal sottoscritto proprio ieri. Passate di qui per film sempre nuovi!
  3. sonoqui.wordpress.com —-> blog poetico e leggero: seguitelo per evadere un pò dalla realtà quotdiana
  4. motorsportrants.wordpress.com —-> aggiornamenti, retroscena, classifiche, disegni tecnici, progetti, curiosità e tutto ciò che un appassionato delle 4 ruote non può mancare
  5. marchettinoyoutube.blogspot.com —-> il meglio del meglio di automobili sportive e avvistamenti (car-spotting, per la precisione!), ci trovate auto inimagginabili, consiglio visione anche del relativo canale youtube!
  6. A tema automobilistico vi consiglio anche di dare uno sguardo, non a un blog, ma ad un profilo Flickr, grande comunità fotografica: SamismagiC
  7. giusymar.wordpress.com —-> un blog con tanti avvenimenti quotidiani in cui tutti possiamo immedesimarci: inoltre tante belle foto di passeggiate!
  8. unosguardosulmondo.wordpress.com —-> non posso non citare chi mi ha citato, lascio a voi la sorpresa! :)
  9. soloframmenti.com —-> blog musicale che riprende brani nuovi e vecchi, commentando album e artista. Musica sempre diversa per tutti i giorni!
  10. anniehallll.wordpress.com —-> blog che sta scrivendo di libri, con tanti interventi su i migliori monologhi del cinema

Altri blog non ne ho in mente, o meglio, ne avrei ma non so come declinarli in modo adeguato, quindi, per oggi vi lascio e concludo con uno scatto personale che ho fatto a Bergamo, che avrete già visto sulla mia pagina di Flick, probabilmente… però qui la metto in versione bianco e nero, è un pò più spettrale… quale preferite? Io quella a colori! Buona giornata a tutti!

fontana bn by paolo gianfrate

Fontana della Fiera o del Tritone - Bergamo. © Paolo Gianfrate

Versione a colori qui

Day 30: a Film you haven’t seen but want to – “Miracolo a Le Havre”

“30 Day Film Challenge“

Day 30: a Film you haven’t seen but want to

“Miracolo a Le Havre”

 
Anno: 2011
Regista: Aki Kaurismäki
Attori: André Wilms, Kati Outinen, Jean-Pierre Darroussin, Blondin Miguel, Elina Salo
Titolo originale: Le Havre

Ed eccomi a scrivere l’ultimo film della “30 Day Film Challenge“ (qualcuno penserà, finalmente!), ma prima di decidere il film che vedete sopra, ho scritto queste righe.

Un film che non ho visto ma che vorrei vedere… dura da scegliere! Ne ho talmente tanti in lista che non saprei da dove cominciare, e quale citare nell’intervento odierno. Ci sono tantissimi classici che mi mancano, e anche film che tutti hanno visto, tranne me (tranne te!). Vorrei scegliere un film che sarà al cinema a breve, o in proiezione in questi giorni. Consulto quindi la pagina dei “prossimamente”  e scorro i titoli. “In time”, mi sembra interessante. Non mi sta molto simpatico Timberlake, ma il regista Andrew Niccol mi aveva già stupito con “Gattaca” (sci-fi, bello ma un pò pesantino), magari lo fa ancora. “Viaggio nell’isola misteriosa” sembra carino per una serata disimpegnata, senza particolari pretese. Il binomio Dwayne Johnson e Vanessa Hudgens è abbastanza atipico. “Young adult” andrei a vederlo solo per Charlize Theron, ma la trama non mi attrae granché, anzi… però la critica lo consiglia. Ad aprile poi uscirà “Titanic” in 3d, beh, vi stupirete se vi dico che non l’ho ancora visto, ma ormai so già tutto… Boh. Non saprei, si somma il fatto che difficilmente troverò qualcuno con cui vedere i film suddetti (non sono un cinefilo solitario, rarissimi casi a parte). Consultando alcuni film che ho in archivio, di interessante ho “Paycheck” (thriller di John Woo, ma con l’inespressivo Ben Affleck); “Monster”, che ho sempre visto a pezzi e mai per intero; “Questione di cuore”, film italiano che ha concorso per gli Oscar nel 2009. E poi ancora, a breve nel mio paese verranno proiettati i film “Miracolo a Le Havre”, “La kryptonite nella borsa” e “Tutta la vita davanti”.

 

Dopo tale filippica ho deciso: il candidato è “Miracolo a LeHavre“, di cui conosco la trama a grandi linee e che è stato un grande successo di critica e pubblico l’anno scorso. La pellicola ha per protagonista il llustrascarpe Marcel Marx, che vive a Le Havre tra la casa che divide con la moglie Arletty e la cagnolina Laika, il bar del quartiere e la stazione dei treni, dove esercita il proprio lavoro. Il caso lo mette contemporaneamente di fronte a due novità di segno opposto: la scoperta che Arletty è malata gravemente e l’incontro con Idrissa, un ragazzino immigrato dall’Africa, approdato in Francia in un container e sfuggito alla polizia. Con l’aiuto dei vicini di casa – la fornaia, il fruttivendolo, la barista – e la pazienza di un detective sospettoso ma non inflessibile, Marcel si prodiga per aiutare Idrissa a passare la Manica e raggiungere la madre in Inghilterra.

Il soggetto mi sembra interessante e le premesse sono buone, vi dirò se merita la visione! Allego trailer di presentazione!

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“Miracolo a Le Havre” su IMDB.IT
“Miracolo a Le Havre” su MYMOVIES.IT

Day 29: favourite animated Film – “Aladdin”

“30 Day Film Challenge“

Day 29: favourite animated Film

“Aladdin”

 
Anno: 1992
Regista: Ron Clements e John Musker

 

Con qualche dubbio sul fatto di dover scriver qualcosa o astenermi, vista l’evidente celebrità del titolo di oggi, ho scelto “Aladdin” per il miglior film animato, escludendo altri contendenti che hanno beneficiato molto più della computer-grafica (all’istante cito Cars, Monster & Co., Toy Story 3, Wall-e… fantastici per trama e per realizzazione tecnica incredbile). Un film ancora sullo stile dei vecchi cartoni animati, anche se c’è comunque una massiccia dose di effetti speciali.

Ma non è di questo che voglio parlare, bensì delle mille e una caratteristiche, citazioni e pregi che vi faranno godere la pellicola. Ma prima, scrivo brevemente della trama, su cui dico solo due parole. Rivisitazione in chiave Walt Disney della famosa storia di “Aladino e la lampada magica”, è ambientata ad Agrabah, un ipotetico paese del medio oriente governato da un sultano, che ha non pochi grattacapi a causa della figlia Jasmine: una bellissima principessa che rifiuta uno dopo l’altro tutti coloro che le chiedono la mano e a cui la vita di palazzo va stretta. Decide quindi di scappare e, durante la sua breve permanenza fra la gente comune incontra il giovane (e povero) Aladdin, che ovviamente rimane fulminato dalla sua bellezza e se ne innamora, ma intervengono le guardie del sultano che riportano Jasmine a casa e Aladdin in prigione. Nel frattempo, il gran visir Jafar trama nell’ombra per prendere il posto del sultano, ma per fare ciò ha bisogno di più potere, che potrebbe ottenere se avesse a disposizione la famosa lampada magica dove è intrappolato un genio che garantisce tre desideri.

Tale lampada è nascosta nella Caverna delle Meravilgie, a cui un solo eletto può accedervi (il diamante allo stato grezzo!) e Jafar scopre che tale fortunato è proprio il giovane mendicante. Lo libera quindi dalla prigione, e lo convince  ad introdursi nella caverna: qui Aladdin troverà la lampada e dopo una rocambolesca fuga e una collutazione con il visir, vi rimane imprigionato. A questo punto, costretto in trappola, libera il Genio, e la vita di tutti i personaggi della fiaba sarà sconvolta: Aladdin si avvarrà del suo aiuto per cercare di riconquistare Jasmine, ma Jafar è sempre dietro l’angolo con le sue oscure macchinazioni.

Se dalla mia trama il Genio sempre essere un personaggio poco importante, è invece il motivo principale per vedere il film: le sue trasformazioni, le sue trovate, il comportamento, le battute valgono davvero il prezzo del biglietto, per non dire poi tutte le varie citazioni nascoste qua e là durante tutti i (pochi) 90 minuti. E ancora, la fantasmagorica sezione musicale! Un cartone animato che spero possa ancora piacere ai bambini di oggi, che sono un pò cambiati dai tempi che furono, ma anche agli adulti e alle coppie di ogni età, visto che il famoso duetto “Il mondo è mio” è un ever green intramontabile che piace a tutte le ragazze. Non piace alla vostra?!? Lasciatela all’istante! :)

Scherzi a parte, ne consiglio caldamente la visione, per recuperare il bambino che è in tutti noi. Fidatevi di me! Con questa frase molto romantica (una roba!) concludo la scheda di oggi e passo alla foto del giorno che, come ieri, non può che essere il DVD originale di Aladdin, da poco arrivato in casa mia…

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“Aladdin” su IMDB.IT
“Aladdin” su MYMOVIES.IT

Day 28: Best Sci-fi Film – “Blade runner”

“30 Day Film Challenge“

Day 28: Best Sci-fi Film

“Blade runner”

 
Anno: 1982
Regista: Ridley Scott
AttoriHarrison Ford, Rutger Hauer, Sean Young, Edward James Olmos, Daryl Hannah
 

 

Come avrete intuito durante questi 28 giorni di scrittura cinematografica, i miei gusti sono abbastanza classici. O per lo meno, a me sembrano tali! Non vi stupirò molto quindi dicendovi che il titolo di oggi (“sci-fi” sta per scientific-fiction, ovvero fantascienza) se lo aggiudica lo staordinaro Blade runner, un film davvero mitologico, che mantiene inalterato il suo fascino nonostante sia datata ben 1982… cioé, ha 30 anni! E, se visto ora, fa ancora la sua “porca figura“: insomma, un classico senza tempo, e senza neanche particolari effetti speciali, con una trama semplice ma con una caratterizzazione dell’atmosfera e dei personaggi davvero meritevoli, come il modo di affrontare certe tematiche molto filosofiche. Sarà poi il fatto che il carattere del titolo è molto simile a quello con cui è scritto, nella sua prima versione per Playstation “Metal Gear Solid“, una serie di cui sono un cultore, saranno altri motivi, ma questo film mi piace moltissimo. Apro e chiudo parentesi, il carattere di BR lo trovate con il nome Blade Runner Movie Font, mentre quello di MGS lo trovate sotto il nome di Metal Gear. Fantasioso, eh?

Dunque, la trama è liberamente ispirata al libro  “Il cacciatore di androidi” (nella versione originale ha il curioso titolo “Do Androids Dream of Electric Sheep?“) di Philip K. Dick, e la vicenda è ambientata in una Los Angeles del futuro, battuta perennemente dalla pioggia, in cui si parla una strana lingua che è un meltin pot di inglese, spagnolo e altro ancora. In questo futuro prossimo venturo la tecnologia ha permesso la creazione di esseri analoghi agli umani, detti “replicanti” dotati di capacità intellettuali e forza fisica estremamente superiori alla norma, ma con una longevità limitata a pochi anni.

Alcuni replicanti del modello più evoluto, i “Nexus 6“, capitanati da Roy Batty, sono fuggiti dalle colonie extramondo e, giunti furtivamente a Los Angeles, hanno cercato di introdursi nella fabbrica dove sono stati prodotti, la Tyrell Corporation, nella speranza di riuscire a modificare la loro imminente “data di termine“, prevista alla conclusione del loro ciclo di vita di 4 anni: questo perchè gli ingegneri della Tyrell stimarono la possibilità che i Nexus 6 potessero nel tempo sviluppare emozioni proprie e quindi assumere coscienza di sé, e così li dotarono di un dispositivo autolimitante. [Questo tema della coscienza di sé e dell' limitazione è secondo me una trovata davvero fantastica che meriterebbe una trattazione a parte!]. Il compito di trovarli e di “ritirarli” è quindi affidato al poliziotto Rick Deckard, già agente dell’unità speciale Blade Runner, che viene forzatamente richiamato in servizio. A voi il piacere di vedere cosa succederà!

La bellezza del film, oltre agli aspetti già citati, e il fatto che tratta di temi davvero particolari, affascinanti e filosofici: la paura di morire (umana e non!), la consapevolezza di non essere immortali, la debolezza di fronte ad eventi più grandi di noi, la volontà di cambiare le proprie sorti anche se sembra impossibile. Ma quello che mi piace di più è l’agire dei replicanti, che, consapevoli della loro limitatezza temporale, cercano di fare di tutto per evitarla, in modo da poter vivere come se fossero delle persone normali come i loro creatori. E poi, la scena finale… cioè, cosa dire? Davvero senza parole.

Concludo con la versione inglese e italiana di alcune frasi finali entrate nella storia del cinema.

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi.
Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione… e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser.
E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia.”
 
” I’ve seen things you people wouldn’t believe.
 “Attack ships on fire off the shoulder of Orion. I watched C-beams glitter in the dark near the Tannhauser gate.
All those moments will be lost in time, like tears in rain.”

E per la foto del giorno, ecco un vero pezzo da museo: Blade runner in versione miti cinema, a soli 14900 lire!

blade runner nei miti cinema by paolo gianfrate
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“Blade runner” su IMDB.IT
“Blade runner” suMYMOVIES.IT

Can this man…

E’ vero c’è la crisi, ci sono i disoccupati, il mondo va a rotoli, non ci sono più le mezze stagioni etc. Ma questa immagine merita di essere vista, come il buon Time insegna…

time-cover-pegasus-seiya-can-this-man-save-Greece

(fonte: http://www.isarcastici4.it/satira-politica/monti-can-this-man-save-europe-pegasus-greece.html)

Day 27: Favourite love story – “La finestra sul cortile”

“30 Day Film Challenge“

Day 27: Favourite love story

“La finestra sul cortile”

 
Anno: 1954
Regista: Alfred Hitchcock
Attori: James Stewart, Grace Kelly, Raymond Burr, Thelma Ritter, Wendell Corey
Titolo originale: Rear window
 
 
 

Per il film di oggi, scelgo qualcosa di un pò controcorrente, che non è esattamente una love story con tutti i crismi del caso: qui la storia d’amore fra i due protagonisti è solo una sfondo alla vicenda vera e propria, più conosciuta per il suo lato thriller, diciamo. Lo scelgo perché nel film ci sono delle brillanti discussioni a tema amoroso fra i due componenti della coppia: lui, Jeff, affermato fotoreporter sempre in giro per il mondo e lei, Lisa (la bellissima Grace Kelly), donna dell’alta società, indossatrice a tempo perso.

La pellicola racconta quindi di Jeff, immobilizzato su una sedia a rotelle con una gamba rotta a causa di un incidente di lavoro, che, annoiato dal suo essere costretto in quella condizione, inizia ad osservare i vicini del suo condominio dalla finestra che dà sul retro, utilizzando un binocolo e un teleobiettivo. Intanto, Lisa, gli fa visita per curarlo, sfruttando le occasioni per insistere sul matrimonio e sulla possibilità di fargli aprire uno studio professionale, in modo da averlo vicino e non più in giro per il mondo: Jeff, però, giudicando incompatibili i loro due stili di vita, vorrebbe mantenere la loro relazione così com’è, immaginando che in qualsiasi altro modo essa sarebbe destinata al naufragio.

Tra una discussione e l’altra, il reporter continua a osservare gli eventi che si svolgono negli appartamenti di fronte al suo e che si affacciano sullo stesso cortile, familiarizzando con i movimenti quotidiani degli inquilini: una coppia sposata da pochi giorni, una ballerina, un compositore in crisi, una coppia senza figli con un cagnolino, una zitella dal cuore solitario, una single con manie d’arte e una coppia di coniugi, i Thorwald, in crisi matrimoniale.

Una notte Jeff viene svegliato da un urlo di donna: comincia da quel momento a prestare particolare attenzione agli strani movimenti che si verificano nell’appartamento dei Thorwald al punto da convincersi che il marito abbia ucciso la moglie, ne abbia sezionato e fatto sparire il cadavere. L’improvvisa assenza da casa della moglie che fino a poco prima a letto malata, la terra smossa nell’aiuola del cortile dove il cagnolino della coppia senza figli va ripetutamente ad annusare, il viavai notturno di Thorwald dall’appartamento sono tutti indizi che insospettiscono Jeff, il quale inizia una vera e propria indagine personale, aiutato dalla sua infermiera Stella e dall’amico investigatore Thomas J. Doyle. Lisa, anche lei inizialmente scettica e soprattutto preoccupata per l’eccessivo coinvolgimento con il quale Jeff spia i vicini, a poco a poco si convince che egli ha ragione e decide di aiutarlo. A voi lascio il gusto di scoprire cosa succede!

Il film è un classico che è entrato nella storia del cinema come un capolavoro, e, come direbbe il buon Hitchcock “perderselo sarebbe…un delitto!” La recitazione, i personaggi, la loro caratterizzazione e l’alchimia fra di loro, la suspence,  tutto è prefetto, tant’è che nel 1997 il film è stato aggiunto al catalogo per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, dove sono tenute le più grandi opere della storia del cinema (e non solo!) in modo che non vadano perse.

Per concludere, vi lascio con la foto ispirata: metto un ritratto, opera di Philippe Halsman, del celebre regista inglese, presente su un fantastico libro che ho appena finito di leggere. Della Contrasto, si intitola “Life – I grandi fotografi“… 600 pagine di pura arte fotografica: un capolavoro, come il film di oggi!

 
PS. “Favourite Love story” proprio il giorno di San Valentino! Ahah!
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“Rear window” su IMDB.IT
“Rear window” su MYMOVIES.IT

Day 26: Most boring Film – “Eyes Wide Shut”

“30 Day Film Challenge“

Day 26: Most boring Film

“Eyes Wide Shut”


 
Anno: 1999
Regista: Stanley Kubrick
Attori: Nicole Kidman, Tom Cruise, Madison Eginton, Jackie Sawris, Sydney Pollack
 

Come al solito, anche qui mi sono venuti un pò di dubbi. Di solito i film non mi annoiano, ma ci sono state alcune eccezioni. Fra di esse, ci sono film noiosi che sono riuscito a vedere fino alla fine e altri che addirittura non ho retto e di cui ho sospeso la visione o, ancora peggio, ne ho visto il finale a velocità 2x… ebbene sì, non avrei mai voluto farlo ma mi è capitato. L’ho fatto anche con due grandi classici! Mea culpa! Comunque, tra quelli noiosi che sono riuscito a vedere fino alla fine devo metterci Eyes Wide Shut, che per quanto possa essere l’ultima opera (e quindi, diciamo, un testamento) di uno dei piu grandi registi della storia del cinema, sinceramente, a parte la dose abbondante di nudi e scene di sesso più o meno esplicito, l’ho trovata terribilmente noiosa e pesante. Insomma, una palla incredibile!!!

Per chi si vuole sorbire le 3 ore di pellicola, la trama è abbastanza lunga e contorta e rischia di essere noiosa anche solo leggendola. E’ ispirata al romanzo “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, che è ambientato nella Vienna del ’900. Kubrick invece trasporta le vicende della New York attuale, di cui  è protagonista la coppia alto-borghese composta da Bill e Alice,  in cui lui è un affermato medico. Tutto inizia mentre i due sono ad una grande festa, quando improvvisamente Bill viene chiamato nel “privée” per assistere una ragazza in overdose, che è in compagnia del miliardario padrone di casa, tale Ziegler. Intanto la moglie si mette a ballare con un altro affascinante uomo, che poi respinge perche non vede tornare il marito. La sera seguente Bill e Alice parlano dell’accaduto, confrontadosi sulle loro fantasie e pseudo-tradimenti avvenuti in sogno, ma ancora una volta il medico viene chiamato per un’emergenza e deve uscire.

Durante l’uscita, una paziente gli farà una dichiarazione d’amore, e lui, molto turbato, inizierà a vagare per New York per poi recarsi casualmente in un locale dove incontra il suo amico pianista Nick, che gli racconta che nella notte farà un’esibizione bendato presso una villa in una località segreta. Incalzato da Bill, Nick confessa che vi si può accedere solo dicendo la parola d’ordine “Fidelio“, portandosi una maschera per copririsi il volto e dei costumi di scena. Alla festa (dove si svolge la famosa scena dell’orgia che tutti consocerete, almeno per fama) viene scoperto e identificato come intruso, ma viene salvato da una ragazza che si offre per toglierlo dalla situazione, a condizione di non rivelare a nessuno quanto ha visto.  Bill rincasa mortalmente spaventato ma è anche insospettito: decide quindi di saperne di più, informandosi e cominciando a fare delle piccole indagini interrogando le persone che conosce. Scoprirà che i fatti a cui ha assisitito hanno dei lati nascosti che non quadrano.

Letto così potrebbe sembrare interessante e, in effetti, lo è: d’altronde è il motivo per cui l’ho guardato, insieme al fatto che è l’ultimo film di Kubrick e al fatto che fosse definito un capolavoro da parte della critica. Purtroppo però l’estrema lentezza, la pesantezza, i temi non esattamente leggeri e il tono tra sogno e incubo di tutto il film (ovviamente voluto) non mi hanno aiutato nella visione. Non vedevo l’ora che finisse. Probabilmente ho sbagliato io l’approccio al film  e mi aspettavo qualcosa di diverso, anche perché avevo visto altre opere dello stesso regista e mi avevano intrigato parecchio. Questa proprio no!

Detto ciò, concludo con una foto che mostra una maschera veneziana, scattata dal sottoscritto in tempi non sospetti… e proprio come una di quelle che si deve procurare Bill.

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“Eyes Wide Shut” su MYMOVIES.IT
“Eyes Wide Shut” su IMDB.IT

Day 25: favourite historical epic – “Il gladiatore”

“30 Day Film Challenge“

Day 25: favourite historical epic

“Il gladiatore”

 
Anno: 2000
Regista: Ridley Scott
AttoriRussell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen, Richard Harris, Oliver Reed
Titolo originale: Gladiator

Qui forse vado un pò nell’ovvio, ma è per me una scelta obbligata: quale film della categoria epico-storico può rientrare meglio de “Il Gladiatore“? Sicuramente più epico, visto i suoi numerosi errori storici sono abbastanza famosi… ma se avessi voluto una ricostruzione esatta avrei letto un libro di storia, no? Sorvolando sul discorso, anche il genere storico non è esattamente nel mio DNA cinematografico. O meglio, a me piace vedere al cinema i film che lo meritano secondo una mia classificazione tutta personale (e dubito che sia condivisa): prediligo andare al cinematografo se la cosa lo merita: se ci sono azioni degne di note, effetti speciali, se ne ho letto recensioni particolarmente positive su determinati aspetti della proiezione. Vedere un film come “Il gladiatore“, “Avatar” (un pò sopravvalutato!), “The Rock,Inception“, “Ronin” (spettacolo!) o altro ancora sulla TV di casa è un vero delitto, peggio ancora se la visione è intervallata dalla pubblicità.

Tornando invece al film, fregandomene altamente delle sue inesattezze storiche, vi dico che ci troviamo davanti ad una di quelle pellicole che ha “riesumato” il genere dopo anni e anni di oblio. Sulla falsariga del Gladiatore seguiranno poi tanti altri film più o meno storici ma molto epici: mi vengono in mente in ordine sparso “L’ultimo samurai“, “King Arthur“, “Troy, “Le crociate” e molti altri ancora. Come anche i sassi sapranno, la vicenda ruota intorno alla figura del genere romano Massimo Decimo Meridio (pelle d’oca la scena quando si presenta al colosseo!) che, per via delle sue virtù, è stato designato dall’Imperatore Marco Aurelio come suo successore. Tutto ciò scatena l’ira del legittimo erede Commodo, che uccide il padre e condanna a morte Massimo. Egli, costretto alla fuga, viene catturato e messo nelle arene come carne da macello nello spettacolo dei gladiatori, mentre la sua famiglia viene sterminata dai soldati romani. Massimo riuscirà a sopravvivere alla diverse battaglie e a farsi strada fino al Colosseo a Roma, diventando un vero eroe per il pubblico: ma è sempre in cerca della vendetta su Commodo. Chi avrà la meglio?

Anche qui finisco con una domanda retorica, visto che tutti sanno come va a finire… e chi non l’ha visto? Beh, rimedi al più presto, di motivi ce ne sono davvero parecchi. La recitazione di Russell Crowe, il notevole doppiaggio italiano (non siamo proprio male in tale campo!), le numerose scene e citazioni, la vicenda emozionante di un uomo che ha perso tutto  ingiustamente (beh, in questo caso il fatto che voglia vendicarsi lo tralasciamo!) e poi, la mega-iper-fantasmagorica colonna sonora firmata dal solito Hans Zimmer, che prende il posto della foto dedicata: cuccatevi il brano “The Battle”

 
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“Il gladiatore” su IMDB.IT
“Il gladiatore” su MYMOVIES.IT

Day 24: best war Film – “Il pianista”

“30 Day Film Challenge“

Day 24: best war Film

“Il pianista”

 
Anno: 2002
Regista: Roman Polanski
Attori: Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Emilia Fox, Maureen Lipman
Titolo originale: The pianist

Prima di decidere ho scritto due brevi frasi. “Di film di guerra ne ho visti tanti, e trovare il migliore per me è piuttosto difficile… in via generale mi affascinano molto quelli impegnati, che trattano la storia dei semplici soldati durante la guerra del Vietnam o della guerra del Golfo, piuttosto che quelli sulla Seconda Guerra Mondiale”.

Scritto ciò, ho dovuto immediatamente rimangiarmelo in quanto come miglior film di guerra, dato che prediligo le storie dei singoli  soldati  o persone, piuttosto che di grandi battaglie, l’ho dato a “Il pianista“. L’ho visto al cinema con la mia scuola, proprio al cinema del mio paese, durante il giorno della memoria, nel lontano 2002. Per chi non l’avesse visto, il film è un vero pugno nello stomaco, è molto crudo e  non c’è nessuna mediazione zuccherosa o altro per renderlo più digeribile allo spettatore. La vicenda è tratta dal libro ”Una città muore”, del 1946, scritto da Władysław Szpilman, ebreo polacco sopravvissuto alla Shoah, in cui racconta la sua esperienza durante la 2 GM nel ghetto di Varsavia, da dove riuscì miracolosamente a scampare alla morte.

La trama è piuttosto articolata, ricca di eventi, personaggi e scene molto toccanti e dure (me ne vengono in mente due su tutte: quella della carrozzina del terrazzo e quella della minestra in strada), ma può essere brevemente riassunta in questo modo. Władysław Szpilman è un pianista di successo. Durante l’occupazione tedesca della Polonia, viene prima rinchiuso nel ghetto costruito dai tedeschi per gli ebrei di Varsavia assieme alla sua famiglia, da cui riesce a fuggire poco prima della deportazione nei campi di concentramento, dove invece finirà tutta la sua numerosa famiglia (padre, madre, un fratello e due sorelle). Da questo momento in poi inizia a vagare, nascondendosi in vuoti appartamenti dove coraggiosi polacchi davano asilo agli ebrei scampati alla deportazione. Dalle finestre di questi freddi rifugi assiste, solo ed impotente, al massacro dei suoi amici, alle battaglie tra tedeschi e partigiani polacchi, fino all’arrivo delle guarnigioni russe che liberano la sua città.

Anche se vi ho già detto il finale, non preoccupatevi, è il meno. Consiglio caldamente di guardare questo film perché è molto emozionante e forte, mostra come potevano sopravvivere le persone chiuse nel ghetto, dove ormai l’umanità, intesa come caratteristica delle persone, era ormai scomparsa e la vita e la morte dipendevano da minimi gesti. Bellissimo anche il messaggio che il regista vuole trasmettere: le proprie passioni possono salvare anche nella situazione più disperata. Oscar per Adrien Brody come miglior attore protagonista.

Foto ispirata, una semplice tastiera con un fiore, niente di ché!

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“Il pianista” su IMDB.IT
“Il pianista” su MYMOVIES.IT
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