Day 14: Film with the worst plot – “The box”


“30 Day Film Challenge“

Day 14: Film with the worst plot

“The box”

 
Anno: 2010
Regista: Richard Kelly
Attori: Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella

Il titolo del film con la peggiore trama se lo aggiudica a mani basse questo film che, se per la prima oretta risulta essere un buon thriller, dopo diventa una terribile accozzaglia di invenzioni fantascientifiche che cercano di avere un filo logico, fallendo miseramente.  In questa scheda sarò un pò più lungo del solito e scenderò più a fondo nella trama, visto che il titolo lo richiede: quindi se non volete rovinarvi le (brutte) sorprese che vi riserva FINITE DI LEGGERE QUI e guardatevi il trailer, che molto probabilmente vi farà venir voglia di vedere la pellicola, visto che potrebbe SEMBRARE una buona scelta (o quanto meno, interessante!) da tali immagini.

Ebbene, la vicenda è ambientata a Richmond, in Virginia nel periodo natalizio degli anni ’70. I protagonisti sono una coppia di giovani sposi, Norma e Arthur, che un bel giorno all’alba ricevono una scatola di legno con un pulsante rosso, da un sedicente signore che si presenta come Arlington Steward.Viene detto loro che se premono il bottone, una persona che non conoscono morirà, ma in cambio riceveranno un milione di dollari. Se non lo premono e restituiranno la scatola, invece, non accadrà nient’altro: hanno 24 ore di tempo per decidere il da farsi. I due coniugi, in realtà, avrebbero buoni motivi per avercela con la sorte, visto che lei ha subito una menomazione ad un piede (a proposito, la scena della scuola è terribile: perché mai un alunno dovrebbe chiedere maliziosamente ad un prof del suo piede, ma soprattutto perché la prof dovrebbe mostrarlo, come  succede nel film? C’erano mille altri modi per farlo capire allo spettatore!), il marito invece non ha avuto accesso al corso per diventare un astronauta e il loro figlio non ha potuto iscriversi alla scuola che avrebbero voluto i genitori. Arthur, intanto, inizia a indagare sullo strano oggetto cercando di capire se sia effettivamente possibile che si manifesti ciò che il misterioso uomo ha detto loro, ma una serie di fatti strani e presenze inquietanti si manifestano a lui e alla moglie, portando i due coniugi ad un’accesa discussione in cui Norma spingerà il fatidico tasto.

Il giorno seguente, arriva, come promesso il denaro ma la vita della famiglia viene sconvolta, e anche quella dello spettatore, che da qui in poi ha di fronte l’inizio di una serie di trovate che vi lascio dire. Innanzitutto, si scopre che Steward non è un umano (e già qui, la solita presenza degli alieni quando c’è qualcosa di inspegabile mi fa girare le scatole), ma è un”è un essere superiore entrato nel corpo del vero Steward, che in realtà è morto dopo essere stato colpito da un fulmine durante la trasmissione dei dati dalla sonda spaziale Viking” (devo commentare o posso astenermi?). L’essere sta conducendo un esperimento sul genere umano per testare la sua capacità di rinunciare ai propri desideri egoistici per il bene comune della specie: se gli umani continueranno a premere il pulsante i “datori di lavoro” non meglio specificati di Steward saranno costretti ad accelerare l’estinzione umana. Se il messaggio ci può stare, invece per quanto riguarda la realizzazione, tra sceneggiatura, trucchi e altre scelte di regia è secondo me quantomeno disastrosa e tirata per i capelli, fino ad arrivare al gran finale. Dopo inseguimenti inguardabili in biblioteche, che dovrebbero far paura ma fanno solo ridere, portali dimensionali fatti di acqua, personaggi a cui scende copiosamente il sangue dal naso e neppure se ne accorgono (d’altronde, sono alieni) si presenta il seguente dilemma. Il figlio viene reso sordocieco dagli alieni (!!!!) e la famiglia può restare viva con il figlio in tali condizioni, oppure, uno dei due deve uccidere l’altro per far tornare il figlio normale.  A questo punto Norma accetta di farsi sparare dal marito mentre, contemporaneamente, in un’altra casa qualcuno ha deciso di schiacciare il famoso bottone: così il figlio guarisce e arriva la polizia, portando via Arthur a cui viene spiegato che le istituzioni sanno benissimo della scatola, ma non possono fermare gli alieni. Ciliegina sulla torta, tutte le sfighe della famiglia protagonista sono state pilotate da altri essere umani “posseduti dagli alieni” in modo da portarli a considerare in modo adeguato se schiacciare o no il pulsante.

Non ho altro da aggiungere. Se qualcuno vuole rovinarsi 2 ore del suo prezioso tempo o  semplicemente verificare se si trova d’accordo anche lui/lei in cosa ho scritto, faccia pure. Oppure si può optare per leggere il racconto “Button, button” di Richard Matheson, da cui è stato tratto il film. Dicono che i libri sono sempre più belli dei film che ne vengono tratti, e in questo caso sono molto fiducioso sul fatto che sia così.

La foto ispirata al film è solo uno scatto tratto da internet che vi mostra il famoso “The Box” del titolo… liberatevene al più presto se lo trovate alla porta!

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“The box” su IMDB.IT
“The box” su MYMOVIES.IT
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2 thoughts on “Day 14: Film with the worst plot – “The box”

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