Green Day Torino, 12 novembre 2009


(Riporto qui una piccola recensione che avevo scritto sul mio precedente blog, la cui piattaforma di hosting non funziona più)

TORINOOOOOOOOOOOOOOOOO

Green Day  @ Palaolimpico Torino, 12 novembre 2009

Avendo puntato più sull’ultima data europea (appunto, Torino), non sono andato a Bologna, perdendomi Coming Clean e Going to Pasalacqua… Va beh, sarà per il prossimo tour.

Per quanto riguarda invece Torino, dopo un po’ di tribolazioni e strade sbagliate, riusciamo a  trovare il Palaolimpico, e parcheggiamo proprio a due passi. Segue coda di rito, con una povera ragazza non molto alta davanti a noi che stava per rimanere soffocata: io a Milano, in coda, avevo gente tutta più alta di me e non vedevo niente.

Dunque, alle 18.30 aprono i cancelli, entriamo, alcuni devono togliere la cintura con le borchie (non so come abbiano fatto a tener su i pantaloni dopo) e lasciamo lo zaino: qui il guardaroba è molto meglio organizzato che a Milano e dopo il concerto non si perderà tempo.

Ore 19.30 è il turno del gruppo spalla, i Prima Donna, con degli ospiti sul palco… escono insieme a loro, infatti, vari personaggi travestiti nei modi più improbabili che li “disturbano” in ogni modo: li lavano, gli lanciano la carta igienica (in quantità industriale)… ma chi saranno mai? E’ presto detto (e non ci vuole molto a intuirlo) sono i Green Day già on stage: Tré in versione pseudo-Ray Mysterio con maschera, canotta e gonnellino hawaiano (!!!!), Mike in giacca, cravatta, parruccone riccio e occhiali alla Paris Hilton, BJ casual con maschera rossa che sembra un po’ quella di V per Vendetta, Jason on versione cowboy e gli altri membri della crew che sebbene non siano travestiti fanno comunque sentire la loro presenza. I Prima Donna ringraziano il pubblico, i GD presenti, salutano e se ne vanno, ma non definitivamente… torneranno in scena durante King for a day.

Breve pausa, ovazione per il coniglio rosa che si scola la birra alla goccia e si aggira ubriaco aizzando la folla ed arriva l’ora dell’ultima data europea del 2009 prima del tour in Australia e Giappone, i GD entrano in scena su Song of the century e iniziano con 21st century breakdown, continuando con Know your enemy: ma a questo punto c’è un colpo di scena. BJ, forse notando che il pubblico è un po’ più freddino di Milano, SALE NEL PRIMO ANELLO e si fa tutte le scale, mandando al settimo cielo i fan presenti in quel settore, che lo abbracciano calorosamente, e dando qualche grattacapo alla security.

BJ poi scrive su un pannello della scenografia con una bomboletta “I love Italy”… non è mica da tutti i giorni! Speriamo che dopo il tour mondiale e le uscite negli stadi di Manchester, Wembley e Parigi a giugno, facciano una capatina anche qui…

A situazione ristabilita, si procede con East Jesus nowhere e BJ prende dal pubblico una bella ragazza fornita di cerchietto da diavoletta… che poi indosserà lui con un’espressione tra il pensoso e l’imbufalito. Si procede con Holiday  (who want to start a fuckin’ waaaaaaaaaaaaaaaar?!?!?!??!), The static age (con gran pezzo di sax), Give me novacaine (con le fiamme, sempre molto apprezzata), Are we the waiting, St. Jimmy, Boulevard of broken dreams e poi sorpresa: primo cambiamento, Murder City, traccia 11 dell’ultimo album… canzone gradita anche se dell’ultimo album io avrei scelto altro… vedi alla voce viva la Gloria ma sopratutto Horseshoes and Handgrenades, che mi sa che dovremo aspettare non so quanto per sentirla… sempre se la sentiremo.

Dopo Hitchin’ a ride, i GD proseguono dunque con i cambiamenti: stavolta grande scelta con Maria (direttamente dall’International Superhits) e Dominated love slave, in cui Tré suona la Blue e BJ va invece alla batteria scatenandosi come un bambino! E’ stata una scena molto divertente! E poi, quando ricapita di vedere Tré alla chitarra? Per altro non se l’è cavata neanche male. La scelta di andare a Torino al posto che Bologna sembra ripagare.
Arriva il momento della parentesi grandi classici: When I come around, (stavolta niente Welcome to Paradise, ma tanto noi l’abbiamo già sentita a Milano) Highway to Hell/Brain stew, Jaded, Longview, Basket case e She. Da segnalare, durante Longview, una ragazza, tirata su dal pubblico per cantare, da gli occhiali da vista a BJ e lui li appoggia sulla pedana della batteria… a fine esecuzione la ragazza si aggira smarrita per il palco (molto ma molto smarrita, sembrava non capisse più niente…) per il palco e BJ le ridà gli occhiali poi costringendola al solito stage dive.

Come canonica scaletta i GD vanno avanti con King for a day (per descrizione particolareggiata vi rimando al commento di Milano), la serie di cover Shout /Satisfaction/Hey Jude  a cui si aggiunge Break on Through (to the other side) dei Doors. Chitarra acustica ed è il momento di 21 guns e poi vediamo live American Eulogy, in una versione che a momenti fa crollare il palazzetto.
Pausa. E Minority? Calma… al rientro sul palco arrivano puntualissimi American Idiot e Jesus of Suburbia per poi concludere l’encore 1 con la suddetta Minority.

E così giunto anche il set acustico finale, con l’esecuzione di Last night on earth, Wake me up when september ends e Good riddance.

Fine delle trasmissioni… e appuntamento alla prossima, si spera il più presto possibile!!!

 

SCALETTA

  1. 21st century breakdown
  2. Know your enemy
  3. East Jesus nowhere
  4. Holiday
  5. The static age
  6. Give me novacaine
  7. Are we the waiting
  8. Jimmy
  9. Boulevard of broken dreams
  10. Murder city

Eine kleine Nachtmusik

  1. Hitchin’ a ride
  2. Maria
  3. Dominated love slave (Trè alla chitarra e Bj alla batteria)
  4. When I come around
  5. Highway to hell/Brain stew
  6. Jaded
  7. Longview
  8. Basket case
  9. She
  10. King for a day
  11. Shout /Satisfaction/Hey Jude
  12. 21 guns
  13. American Eulogy

Encore 1

  1. American Idiot
  2. Jesus of Suburbia
  3. Minority

Encore 2

  1. Last night on earth
  2. Wake me up when september ends
  3. Good riddance

(qui una delle foto che ho scattato, © Paolo Gianfrate)

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