Green Day Milano, 10 novembre 2009


(Riporto qui una piccola recensione che avevo scritto sul mio precedente blog, la cui piattaforma di hosting non funziona più)

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Ragazzi… da dove cominciare?!?! Io sinceramente non lo so, forse dall’indescrivibile emozione di vedere tutti i membri dei Green Day a una cinquantina di centimetri di distanza? O dal fatto di avere visto due bellissimi concerti finalmente con gli amici? O aver visto Tré Cool suonare la chitarra e BJ la batteria? Ma procediamo con ordine.

Dopo aver acquistato i biglietti a marzo, si doveva attendere la bellezza di quasi otto mesi per vedere i GD (che sta per Green Day, non gemellidiversi) live… un’eternità… che poi si è rivelata invece molto più veloce del previsto.

Arriva così il fatidico 10 novembre 2009, data del concerto di Milano al Forum, secondo me uno dei posti più belli dove andare a vedere un concerto, che unisce un’infrastruttura ben rodata per le manifestazioni musicali e (di solito) anche un pubblico preparato sui testi delle canzoni.

Dopo aver superato una coda in cui eravamo super-pressati (calcolate che non potevo neanche guardare che ore erano da tale schiacciamento) alle ore 18.30 aprono i cancelli e si entra al Forum, precipitandosi subito in prima fila, visto che noi avevamo il biglietto parterre. Arriva il gruppo spalla, i “Prima Donna” che nonostante l’iniziale impressione piuttosto ilare sul loro abbigliamento e pettinatura, devo dire che hanno suonato veramente bene, con un front-man ginnico e agitato che ha saputo scaldare ottimamente il pubblico. Bravi.

Dopo i Prima donna, breve pausa ed entra in scena il mitico coniglio rosa che si scola la birra: il preludio dell’entrata in scena dei GD. Pubblico già in delirio, che si esalta ancora di più quando entrano in scena i GD al ritmo di Song Of The Century, che viene emessa dalle cassa ma non suonata.

Si apre con la title-track 21st century breakdown, seguita da Know Your Enemy, East Jesus Nowhere (in cui il pubblico dirige l’intro dicendo “and we will see how godless nation we’ve become”) in cui già BJ chiama qualcuno dei fan: -who wants to be saved?- chiede… una ragazza viene prescelta ma lei non sa bene cosa deve fare (male male, non si può arrivare impreparati a queste occasioni!!!) e allora si inverte con BJ: lui si inginocchia e alla fine della song lei lo spinge per terra…cercate video su youtube e capirete meglio.

Si passa poi ad una parentesi (poi ripresa nel primo encore) di American Idiot: la fantastica Holiday, The Static Age (con un passaggio di sax molto azzeccato che la rende ancora migliore) e la prima chicca che mi mancava dal 2005: Give Me Novacaine…mi piace un sacco…drain the pressure from the swelling/the sensation is overwhelming.. mamma mia!!! Mamma mia anche per il caldo: su questa canzone dalla pedana sotto la batteria di Tre escono delle fiammate di oltre 2 metri che riscaldano la già movimentata atmosfera.

Si va dunque avanti con  Are We The Waiting, St. Jimmy  e Boulevard Of Broken Dreams: il pubblico conosce tutto il testo e i GD si inginocchiano… beh direi che è un bel riconoscimento, che verrà poi ripreso più avanti dopo King for a day. A questo punto BJ sfodera la sua amata Blue e si scatena: sforna infatti 2000 Light Years Away dall’album Kerplunk, canzone bellissima, veloce e spettacolare dedicata “all’amore da lontano”…dovrò procurarmi anche io una malachite… Segue un altro grande classico “Hitchin’ A Ride” introdotta da Eine kleine Nachtmusik di Mozart che tutti avete sentito almeno una volta nella vita anche se non sapete che il titolo sia quello. Vi rimando ancora a youtube.

Poi, grande accoppiata Welcome to Paradise/When I come around intervallata dalle brevi cover di Sweet home Alabama e Sweet child o’mine con BJ che imita la voce di Axl Rose con risultato abbastanza divertente. È giunto il momento dei grandi classici intramontabili: in serie vengono suonate Brain Stew (introdotta brevemente da Highway to Hell degli Ac/dc), Jaded, Longview, Basket Case e She. Durante Longview vengono chiamati sul palco a cantare tre fan: uno per ogni strofa. In questo caso un ragazzo (direi molto bravo a cimentarsi) e due ragazze (la loro voce invece era un po’ coperta dagli strumenti), che poi vengono costretti da BJ a fare stage diving sulla folla…per chi non lo sapesse: è quando qualcuno si butta a peso morto dal palco sulla folla e questo qualcuno (se è fortunato e se la folla non si sposta) viene spostato sulle mani, come se facesse il morto nell’acqua, più o meno.

Ora i GD si travestono: è il momento di “King-for-a-dayyyyyyyyyyyy!!!!”: BJ con boa nero e cappello da poliziotto, mike con occhiali oversize, coda e cerchietto orecchiuto, tre in versione attempata signora con cappello da concorso ippico, occhiali e reggiseno rosso continuamente palpeggiato, Jason White con cappello da pirata e Jason Freese in versione Harry Potter. Tra i vari eeee ooooo eeee oooo che condiscono tutto il concerto ed in particolare questa canzone, i GD ci piazzano dentro un bel po’ di brevi cover: Shout, Stand By Me, Satisfaction e gran finale con Hey Jude. Tutto il forum canta a BJ afferma “that’s why you are better then America!”. Eheh son soddisfazioni!!!

Chitarra acustica on stage ed è il momento di 21 guns, anche qui il Forum si scatena e tutti cantano per poi finire questa lunga prima parte con un altro grande classico, Minority, in cui il front-man from Oakland presenta tutta la sua band.

Pausa. Encore 1. I GD partono con American Idiot e Jesus Of Suburbia, per la gioia di chi non le avesse sentite nel 2005: “solita” esecuzione impeccabile per lasciare spazio all’encore 2: solo BJ sulla passerella centrale che suona la chitarra acustica per concludere il concerto con gli ultimi tre brani Last Night On Earth, Wake Me Up When September Ends e Good Riddance (Time Of Your Life). Inutile dirlo, anche qui il Forum dimostra come gli italiani sappiano cantare e dare certe soddisfazioni a chi viene a suonare.

E così è finita la prima serata…tra fuoco, fiamme, fuochi d’artificio e BJ che ha mostrato il sedere non so a quale canzone (credo dopo St. Jimmy, correggetemi in caso), sono riuscito a fare anche qualche foto degne di nota… per Milano è tutto, a breve articolo su Torino!!!

It’s something unpredictable, but in the end is right, I hope you have the time of your life…

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Green Day Milano, 10 novembre 2009 – Mediolanum Forum Assago

Song of the century (intro, non suonata)

  1. 21st century breakdown
  2. Know your enemy
  3. East Jesus nowhere
  4. Holiday
  5. The static age
  6. Give me novacaine
  7. Are we the waiting
  8. St. Jimmy
  9. Boulevard of broken dreams
  10. 2000 light years away
  11. Hitchin’ a ride
  12. Welcome to Paradise
  13. When I come around
  14. Sweet home Alabama/Sweet child o’mine
  15. Highway to hell/brain stew
  16. Jaded
  17. Longview
  18. Basket case
  19. She
  20. King for a day
  21. Shout/Stand By Me/Satisfaction/Hey Jude
  22. 21 guns
  23. Minority
  24. American idiot
  25. Jesus of suburbia
  26. Last night on earth
  27. Wake me up when september ends
  28. Good riddance (time of your life)

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(Una delle foto che sono riuscito a scattare dalla prima fila… yay! © Paolo Gianfrate)

Green Day Torino, 12 novembre 2009


(Riporto qui una piccola recensione che avevo scritto sul mio precedente blog, la cui piattaforma di hosting non funziona più)

TORINOOOOOOOOOOOOOOOOO

Green Day  @ Palaolimpico Torino, 12 novembre 2009

Avendo puntato più sull’ultima data europea (appunto, Torino), non sono andato a Bologna, perdendomi Coming Clean e Going to Pasalacqua… Va beh, sarà per il prossimo tour.

Per quanto riguarda invece Torino, dopo un po’ di tribolazioni e strade sbagliate, riusciamo a  trovare il Palaolimpico, e parcheggiamo proprio a due passi. Segue coda di rito, con una povera ragazza non molto alta davanti a noi che stava per rimanere soffocata: io a Milano, in coda, avevo gente tutta più alta di me e non vedevo niente.

Dunque, alle 18.30 aprono i cancelli, entriamo, alcuni devono togliere la cintura con le borchie (non so come abbiano fatto a tener su i pantaloni dopo) e lasciamo lo zaino: qui il guardaroba è molto meglio organizzato che a Milano e dopo il concerto non si perderà tempo.

Ore 19.30 è il turno del gruppo spalla, i Prima Donna, con degli ospiti sul palco… escono insieme a loro, infatti, vari personaggi travestiti nei modi più improbabili che li “disturbano” in ogni modo: li lavano, gli lanciano la carta igienica (in quantità industriale)… ma chi saranno mai? E’ presto detto (e non ci vuole molto a intuirlo) sono i Green Day già on stage: Tré in versione pseudo-Ray Mysterio con maschera, canotta e gonnellino hawaiano (!!!!), Mike in giacca, cravatta, parruccone riccio e occhiali alla Paris Hilton, BJ casual con maschera rossa che sembra un po’ quella di V per Vendetta, Jason on versione cowboy e gli altri membri della crew che sebbene non siano travestiti fanno comunque sentire la loro presenza. I Prima Donna ringraziano il pubblico, i GD presenti, salutano e se ne vanno, ma non definitivamente… torneranno in scena durante King for a day.

Breve pausa, ovazione per il coniglio rosa che si scola la birra alla goccia e si aggira ubriaco aizzando la folla ed arriva l’ora dell’ultima data europea del 2009 prima del tour in Australia e Giappone, i GD entrano in scena su Song of the century e iniziano con 21st century breakdown, continuando con Know your enemy: ma a questo punto c’è un colpo di scena. BJ, forse notando che il pubblico è un po’ più freddino di Milano, SALE NEL PRIMO ANELLO e si fa tutte le scale, mandando al settimo cielo i fan presenti in quel settore, che lo abbracciano calorosamente, e dando qualche grattacapo alla security.

BJ poi scrive su un pannello della scenografia con una bomboletta “I love Italy”… non è mica da tutti i giorni! Speriamo che dopo il tour mondiale e le uscite negli stadi di Manchester, Wembley e Parigi a giugno, facciano una capatina anche qui…

A situazione ristabilita, si procede con East Jesus nowhere e BJ prende dal pubblico una bella ragazza fornita di cerchietto da diavoletta… che poi indosserà lui con un’espressione tra il pensoso e l’imbufalito. Si procede con Holiday  (who want to start a fuckin’ waaaaaaaaaaaaaaaar?!?!?!??!), The static age (con gran pezzo di sax), Give me novacaine (con le fiamme, sempre molto apprezzata), Are we the waiting, St. Jimmy, Boulevard of broken dreams e poi sorpresa: primo cambiamento, Murder City, traccia 11 dell’ultimo album… canzone gradita anche se dell’ultimo album io avrei scelto altro… vedi alla voce viva la Gloria ma sopratutto Horseshoes and Handgrenades, che mi sa che dovremo aspettare non so quanto per sentirla… sempre se la sentiremo.

Dopo Hitchin’ a ride, i GD proseguono dunque con i cambiamenti: stavolta grande scelta con Maria (direttamente dall’International Superhits) e Dominated love slave, in cui Tré suona la Blue e BJ va invece alla batteria scatenandosi come un bambino! E’ stata una scena molto divertente! E poi, quando ricapita di vedere Tré alla chitarra? Per altro non se l’è cavata neanche male. La scelta di andare a Torino al posto che Bologna sembra ripagare.
Arriva il momento della parentesi grandi classici: When I come around, (stavolta niente Welcome to Paradise, ma tanto noi l’abbiamo già sentita a Milano) Highway to Hell/Brain stew, Jaded, Longview, Basket case e She. Da segnalare, durante Longview, una ragazza, tirata su dal pubblico per cantare, da gli occhiali da vista a BJ e lui li appoggia sulla pedana della batteria… a fine esecuzione la ragazza si aggira smarrita per il palco (molto ma molto smarrita, sembrava non capisse più niente…) per il palco e BJ le ridà gli occhiali poi costringendola al solito stage dive.

Come canonica scaletta i GD vanno avanti con King for a day (per descrizione particolareggiata vi rimando al commento di Milano), la serie di cover Shout /Satisfaction/Hey Jude  a cui si aggiunge Break on Through (to the other side) dei Doors. Chitarra acustica ed è il momento di 21 guns e poi vediamo live American Eulogy, in una versione che a momenti fa crollare il palazzetto.
Pausa. E Minority? Calma… al rientro sul palco arrivano puntualissimi American Idiot e Jesus of Suburbia per poi concludere l’encore 1 con la suddetta Minority.

E così giunto anche il set acustico finale, con l’esecuzione di Last night on earth, Wake me up when september ends e Good riddance.

Fine delle trasmissioni… e appuntamento alla prossima, si spera il più presto possibile!!!

 

SCALETTA

  1. 21st century breakdown
  2. Know your enemy
  3. East Jesus nowhere
  4. Holiday
  5. The static age
  6. Give me novacaine
  7. Are we the waiting
  8. Jimmy
  9. Boulevard of broken dreams
  10. Murder city

Eine kleine Nachtmusik

  1. Hitchin’ a ride
  2. Maria
  3. Dominated love slave (Trè alla chitarra e Bj alla batteria)
  4. When I come around
  5. Highway to hell/Brain stew
  6. Jaded
  7. Longview
  8. Basket case
  9. She
  10. King for a day
  11. Shout /Satisfaction/Hey Jude
  12. 21 guns
  13. American Eulogy

Encore 1

  1. American Idiot
  2. Jesus of Suburbia
  3. Minority

Encore 2

  1. Last night on earth
  2. Wake me up when september ends
  3. Good riddance

(qui una delle foto che ho scattato, © Paolo Gianfrate)

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Rock Frames in Ponte San Pietro


Con molto piacere vi presento la mia mostra fotografica (segnalata anche su Paolo Gianfrate Photography ovviamente) dedicata al mondo dei concerti live: potrete ammirare Bruce Springsteen. The Rolling Stones, Green Day. Foo Fighters e molti altri che vi lascio il piacere di scopire… ENJOY!!!!
La mostra si terrà durante la NOTTE BIANCA dell’11 luglio di Ponte San Pietro, presso la sala civica di VIA GARIBALDI 1, vicino al municipio, a partire dalle 14.00 fino alle 24.00 per poi proseguire gli altri giorni in orario ridotto dalle 17.00 alle 19.00

ORARI
SABATO 11 LUGLIO: 14.00/24.00
da DOMENICA 12 a SABATO 18: 17.00/19.00
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Infine… Un like è ben gradito! PAOLO GIANFRATE PHOTOGRAPHY
https://www.facebook.com/paologianfratephotography?fref=ts

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Recensione Green Day @ Unipol Arena, 6 giugno 2013


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Terzo ed ultimo appuntamento italiano per il sottoscritto (quarto per i fedelissimi!) con la band californiana: questa volta è il turno dell’Unipol Arena a Bologna, show previsto già dall’anno scorso quando all’I-day venne annunciato che i GD non si sarebbero esibiti e avrebbero recuperato la data nel 2013.

Dopo la pioggia e il freddo della mattina di Milano, la pioggia di Trieste, il 6 giugno è stato il turno del caldo, in coda, e ancora più caldo all’interno dell’arena bolognese: una temperatura davvero al limite della sopportazione, soprattutto per chi era nelle prime file, dove, si sa, lo schiacciamento è previsto. Ma la situazione era ulteriormente peggiorata dalla totale assenza di una transenna che separasse il “pit” (la zona più vicina al palco) dal resto del parterre: le ondate di pogo erano davvero una dura prova per mantenere, o cercare di farlo, il proprio “posto” in piedi. Già che ci sono, mi peremtto di proseguire con alcuni aspetti negativi di questa tournée dei Green Day, che non sono riferiti ai concerti in sé, alla performance o alle scalette (anzi, su di esse non ho nulla da dire, anzi, ma procedo con ordine) ma ad aspetti organizzativi/scenografici, diciamo.

Il palco, ancora una volta, era troppo basso, e dico ciò anche se questa volta ho visto piuttosto bene visto che era davanti. Non c’era neppure una passerella o passaggio centrale per Billie Joe (dove, solitamente, viene eseguita Good Riddance) il che, oltre a favorire la presenza scenica avrebbe dato la possibilità a più fan di stare alle transenne visto che il palco sarebbe stato “più lungo”. Tale passerella avrebbe anche reso lo stage-dive dei fan un pò meno a rischio. Inoltre, cosa abbastanza grave (se non a Bologna ma a Milano e a Trieste assolutamente erano necessari), ancora l‘assenza di megaschermi per chi era più in fondo. Capisco che questa volta la loro assenza era sopperita dai posti in tribuna, però… beh, organizzazione sicuramente da rivedere. Sopratutto alla voce “audio del concerto a Rho”.

Tornando al concerto in sé, invece, la band conferma ancora una volta il suo stato di grazia, BJ sempre in gran forma, come performer e come entertainer,  30 pezzi e due ore e mezza di sano punk-rock, una band con un leader capace di tenere in mano senza problemi un pubblico caldo (come l’ambiente!) e interattivo che ha aiutato non poco durante lo show. Dopo l’inizio canonico del concerto (da 99 revolutions a stray heart è solitamente sempre uguale) BJ sfodera in serie Nice Guys Finish Last, la bella sorpresa Waiting e il pezzo da TRE Missing you, per poi proseguire con la old-school e inserire una fantastica tripletta con Burnout, Hitchin’ a Ride (grande partecipazione del pubblico in questo pezzo: one, two, one two three four!) e Welcome to Paradise (che secondo me potrebbe benissimo aprire le date per lasciare 99 rev. verso la fine).

E’ poi il momento di Longview, con strofa cantata da fan, e la grandiosa chicca Going to Pasalacqua, seguita da Knowledge con una ragazza dal pit che viene chiamata a suonare la chitarra. Si aggiunge poi When I come around che non sempre viene eseguita. Da qui in poi il concerto torna “nei binari” con la serie dei grandi classici Green Day: Basket Case, She, King for a DayShout + cover (vista anche a San Siro in versione Bruce Springsteen! Che pubblico!) per concludere, prima dei bis, con X-Kid e Minority con relativa presentazione della band. Gran finale con i bis e le ballate Brutal Love (con la band) e Good Riddance con il solo BJ acustico.

Ancora una volta alla fine i brani dei nuovi album saranno solo 8, nonostante i GD potrebbero proporre pezzi molto validi live come Ashley, Let yourself go, Kill the DJ (live secondo me merita) o ancora Dirty rotten bastards o Wow! That’s loud, anche se so che la probabilità di vedere live queste ultime due è praticamente pari a zero. Finisco, con una brevissima conclusione. Sicuramente i Green Day sono in gran forma, come ampiamente dimostrato dal ritorno sulle scene internazionali dopo il periodo di rehab di BJ: peccato che nelle date italiane che ho visto ci sono stati alcuni difetti (i citati nella prima parte) che molto probabilmente non hanno fatto godere a tutti lo spettacolo di cui la band è capace. Avrei voluto vedere all’estero come sarebbe andata: per ora posso solo dire soltanto che su youtube si può vedere buona parte dello show del ROCK AM RING che almeno i megaschermi ce li aveva! [Anche se, la situazione è nettamente diversa]. Vi lascio dunque alla gallery (che avrete già visto) e alla setlist! Alla prossima, e al prossimo tour… speriamo il più presto possibile!

Green Day @ Unipol Arena, 6 giugno 2013

  1. 99 Revolutions
  2. Know Your Enemy
  3. Stay the Night
  4. Stop When the Red Lights Flash
  5. Letterbomb
  6. Oh Love
  7. Holiday
  8. Boulevard of Broken Dreams
  9. Stray Heart
  10. Nice Guys Finish Last
  11. Waiting
  12. Missing You
  13. Burnout
  14. Hitchin’ a Ride
  15. Welcome to Paradise
  16. Longview
  17. Going to Pasalacqua
  18. Knowledge
  19. St. Jimmy
  20. When I Come Around
  21. Basket Case
  22. She
  23. King for a Day
  24. Shout / Always Look on the Bright Side of Life / (I Can’t Get No) Satisfaction / Hey Jude
  25. X-Kid
  26. Minority
  27. American Idiot
  28. Jesus of Suburbia
  29. Brutal Love
  30. Good Riddance (Time of Your Life)

Green Day gallery, Milano + Trieste


Ecco a voi una piccolissima sintesi fotografica dei concerti dei Green Day di Milano e Trieste, di cui, vi ricordo, potete leggere le recensioni qui (Milano) e qui (Trieste). Ho scattato tutte le foto con una piccola compatta ma spero che vi piacciano lo stesso nonostante la qualità non eccelsa. A Trieste ho anche filmato due canzoni con un audio piuttosto decente, le trovate alla fine della gallery.. ENJOY!

[gallery di Bologna qui!]

Green Day @ Rho, Milano – 24 maggio 2013


Green Day @ Rho by Paolo Gianfrate

ALTRE FOTO QUI!

Finalmente, dopo ben due concerti falliti  (Heineken 2010 e I-Day 2012) e quasi tre anni dall’ultimo concerto a cui ho assistito (Paris 2010) sono riuscito a vedere i Green Day. Anche questa volta, però, non sono mancate le difficoltà: le condizioni meteo non erano il massimo della vita. infatti,  venerdì 24 maggio a Milano, come in buona parte del nord Italia, il maltempo la faceva da padrone, imperversando con piogge e temperature abbondantemente sotto la media stagionale. Ma il vero fan non si fa intimidire da tutte queste cose (alcuni temerari sfoggiavano, a dir la verità senza molta disinvoltura, solo magliette e pantaloncini nonostante i 12/15 gradi della mattina) si avvia imperterrito verso il luogo del concerto, che in questo caso è stato l’arena della Fiera di Milano Rho-Pero: un immenso piazzale capace di contenere quasi 30mila persone.

Dopo la coda per entrare, sotto una pioggia battente e un freddo non meno pungente, viene offerto addirittura thé caldo ai fan, una cosa che non mi era mai successa. Come non mi era mai successo che per entrare nel pit (la sezione più vicina al palco delimitata dalle transenne) dovessi correre i 100 metri in tempo record insieme ad n-mila altre persone. Dico questo perché l’ingresso nel pit, che sembrava ampiamente testato con la regola dei braccialetti e l’ingresso a gruppi ristretti e ordinati si è invece rivelato una corsa con tanto di salto delle persone che inciampavano e salto della transenna per occupare il posto migliore vicino al palco. Divertente, ma fino ad un certo punto. Detto ciò, eccomi nel pit ad aspettare l’inizio dei GD, preceduti da un brevissimo set dei Bastard Sons of Dioniso di circa mezz’ora, che ha lasciato spazio poi ad un karaoke collettivo pre-concerto di Bohemian Rhapsody sparata dalle casse (una cosa così, per intenderci), seguita poi da Blitzkrieg Bop e dall’ingresso del celeberrimo coniglio rosa, preludio all’esibizione dei nostri. Per la precisione, la sequenza-radio dei brani prima dell’inizio dei Green Day è stata: Ace of Spades, Bohemian Rhapsody e Blitzkrieg Bop. Per i prossimi concerti quindi sapete cosa aspettarvi!

Ma passiamo alla performance vera e propria. Il buon Billie è veramente in gran forma e conferma le sue doti di grande intrattenitore già viste negli altri concerti a cui ho assistito. La data milanese è sempre “calda” e l’inizio del tour europeo non può chiedere di meglio: storicamente Milano è un’ottima piazza per i concerti, il pubblico è sempre numeroso e solitamente piuttosto competente sui testi. La setlist inizia con la bellissima 99 revolutions (uno dei miei pezzi preferiti della trilogia) e prosegue con Know your enemy, con un fan già chiamato sul palco: è il turno di una ragazza vestita da pseudo-suora che poi BJ inviterà, per modo di dire, a fare stage-diving. La situazione nel pit è caldissima e l’ammassamento e lo schiacciamento sono incredibili: vista la temperatura dell’aria, certo non calda, questa situazione è quasi gradevole: non esageriamo! E’ il momento di alcuni pezzi nuovi, per la precisione Stay the night e Stop when the red lights flash, due dei pezzi più coinvolgenti fra quelli nuovi.

Vorrei sottolineare che alla fine della scaletta i pezzi della nuova trilogia saranno solo 7 (99 Revolutions, Stay the Night, Stop When the Red Lights Flash, Oh Love, Stray Heart [Ladies and gentlemen, Mike Dirnt!], X-Kid, Brutal Love) su 30 eseguiti: a Milano grande spazio è stato dato alla old school, con la sorprese Only of you (che, per la verità avevano suonato al secret-concert all’Ohibo di Milano minchia che culo!), Burnout [Ladies and gentlemen, Tré Cool!], F.O.D, la meno comune 2000 light years away (suonata poi anche a Trieste) e il grande ritorno di Knowledge con tanto di fan chiamato per suonare la chitarra… poi regalatagli da BJ… Wow! Un altro fan poi viene chiamato per cantare ultima strofa di Longview, pezzo immancabile nella sezione dedicata ai classici dei GD, di cui ormai fanno presenza fissa Brain Stew, Basket Case, She e King for a Day in cui Bj dà il meglio di sé come cantante e intrattenitore, fra un eeee-oooo e le varie e variabili cover alla conclusione di questo sempre gradevolissimo pezzo. Altro brano super apprezzato dal pubblico è X-Kid, seguito poi dalla mitica Minority e la pausa per i bis in cui i GD prendono brevemente fiato, ma non troppo. Risalgono subito sul palco per American Idiot, la sempre fantastica Jesus of Suburbia e concludere con la ballatona Brutal Love, che in tanti concerti sta prendendo il posto di Good Riddance, cosa che fortunatamente qui non è successa. Finale con il solo BJ sul palco, e per l’appunto, Good Riddance a chiudere lo show milanese.

Passiamo dunque alle conclusioni di questa recensione. Band e BJ in gran forma dopo la brutta avventura di I-Day, I-heart etc, scaletta milanese da paura, pubblico caldo e una notte da incorniciare insomma. Note dolenti? Io non sono un fonico e un esperto della materia, ma secondo me l’audio andava perfezionato. Non so se era perché io ero proprio in prima fila ma i bassi erano davvero troppo alti e la voce del cantante invece era poco chiara. Chiedo a voi che leggete di darmi un parere a riguardo! Magari più indietro si sentiva meglio… comunque, una grande serata!

Scaletta completa e attendibile confermata dal sottoscritto… QUI SOTTO!

GREEN DAY @ RHO FIERA, 24/05/2013

  1. 99 Revolutions
  2. Know Your Enemy
  3. Stay the Night
  4. Stop When the Red Lights Flash
  5. Letterbomb
  6. Oh Love
  7. Holiday
  8. Boulevard of Broken Dreams
  9. Stray Heart
  10. Burnout
  11. Geek Stink Breath
  12. Only of You
  13. F.O.D.
  14. 2000 Light Years Away
  15. Knowledge (Operation Ivy cover)
  16. When I Come Around
  17. Highway to Hell (AC/DC cover)
  18. Brain Stew
  19. St. Jimmy
  20. Longview
  21. Basket Case
  22. She
  23. King for a Day / Shout / (I Can’t Get No) Satisfaction / Hey Jude
  24. X-Kid
  25. Minority
    Encore
  26. American Idiot
  27. Jesus of Suburbia
  28. Brutal Love
    Encore 2
  29. Good Riddance (Time of Your Life)

Rock Frames – BIS!!!


Chi se l’è persa allo Spazio Giovani Edoné a Bergamo, può rivedere i miei scatti della mostra “Rock Frames” presso La Proposta Village: tutte le info nel link e nell’immagine qui sotto! (Mostra già aperta e visitabile anche se evento nel link dice dal 23 dicembre)

Rock Frames @ La Proposta Village: https://www.facebook.com/events/521768211181074/?ref=ts&fref=ts

Rock Frames @ La Proposta Village
Rock Frames @ La Proposta Village